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L'evoluzione del comune di Lainate

La storia di Lainate

Per quanto riguarda le origini di Lainate non se ne hanno notizia fino al IX° secolo, di questo periodo se ne hanno tracce poichè e' stata ritrovata una pergamena con la descrizione della divisione di alcuni beni. Nello stemma di Lainate e' rappresentato un leone che con furia demolisce una torre. Secondo molte ipotesi questo stemma risale al XIV secolo.

Molto tempo or sono si credeva che Lainate fosse un termine derivante dal vocabolo osco-celtico "Lienà", che significa "luogo di acque".  Sucessivamente, si penso' che il nome derivasse da una voce latina "locus Ladenate". Questa voce deriva dal tardo-latino ladin, che significa "terreno arenoso ma fertile, di facile lavorazione". Infatti in una pergamena dell'anno 867 si fa riferimento a una via Latenasca.

Le prime notizie risalgono a documenti del IX° secolo. Il primo in particolare è una pergamena relativa a una divisione di beni, sul quale è citata la via 'Latenasca'. Dal manoscritto e' possibile intuire che il monastero di S. Ambrogio di Milano avesse già dei possedimenti sull'attuale territorio comunale. Un altro documento relativo a una vendite fu rinvenuto nel 1012.

In quegli anni Lainate era probabilmente un piccolo villaggio di campagna, cresciuto attorno a una cappella.

1) I Borromeo
Dalla documentazione rinvenuta e' possibile intuire che i Borromeo si insediarono come feudatari in maniera progressiva a Lainate. Infatti il 20 marzo 1470 i conti Giovanni e Vitaliano Borromeo giurarono fedeltà al Duca Galeazzo Maria Sforza e alla Duchessa Bona, ottenendo privilegi feudali sui luoghi di Lainate, ossia la possibilità di esercitare poteri pubblici (riscossione di tasse su beni e merci o in occasione di matrimoni e funerali). Essi avevano il monopolio per la costruzione di mulini e frantoi, che concedevano ai contadini (quest'ultimi infatti avevano il divieto di costruire).

In questo periodo storico a Lainate la gente barattava i prodotti del terreno e la società aveva un'economia agricola.

2) Il Cinquecento

Oltre i Borromeo esisteva un'altra famiglia nobile ed era quella dei Girolami che comprava diversi terreni.
Sembra che questa famiglia fosse in possesso di diverse vigne sul territorio.

Intanto, il paese comincia a prendere forma, grazie alla bonifica dei terreni e al taglio dei boschi. Nonostante questo mancavano le scorte militari e oltre a questo erano scarsissime le condizioni igieniche. Il Concilio di Trento impose di tenere aggiornati i registri con battesimi, matrimoni e morti dei fedeli, a partire dalla fine del Cinquecento per questa ragione le informazioni disponibili diventano più numerose e complete.

Dai registri si nota una grande diffusione della professione del falegname, probabilmente dovuta alla notevole presenza di boschi da taglio nella zona.

Dal Settecento all'Unità d'Italia

Dopo la sconfitta degli Spagnoli nel 1706, gli Austriaci rinnovarono la Lombardia e fecero delle città interne ad essa un centro nevralgico per il dominio austriaco. Verso la fine del secolo si verificò un evento molto particolare: alla morte del Duca Antonio Litta, tutti i suoi beni comprensivi di  un'ampia porzione del territorio lainatese, furono messi all'asta. Buona parte dell'eredità venne acquistata dal nobile veronese Ignazio Weil Weiss che sostenne il paese, ne fu sindaco per molti anni portandolo verso un maggior progresso economico.